di Francesco Romeo
Nelle scorse settimane una notizia ha fatto indignare le persone sui social: dall’1 gennaio 2028 SONY abbandonerà definitivamente il formato CD, eliminando il concetto di videogioco fisico e dedicandosi esclusivamente alla distribuzione dei prodotti in digitale. Sorvolando tutte le critiche inerenti al possesso del bene acquistato, questo comporterà l’estinzione definitiva del CD, così com’è successo prima ai lettori mp3/mp4, al VHS e ai floppy disk.
Questo rimpiazzo tecnologico viene spiegato dalle onde k di Nikolaj Kondrat’ev, ovvero dei cicli economici di lungo periodo (circa 60 anni) caratterizzati da poche scoperte scientifiche che modificano drasticamente la tecnologia di quel periodo storico, come l’invenzione del motore a scoppio, l’invenzione dell’automobile e lo sviluppo dell’industria petrolchimica. Dall’avvento della quinta onda k, e quindi di internet, molti prodotti si sono convertiti al digitale e questo ha portato al fallimento di diversi colossi.
Il caso più eclatante di tutti riguarda la distribuzione dei film, infatti con l’arrivo delle piattaforme di streaming digitale come Netflix, i negozi di film a noleggio come Blockbuster, non potendo strategicamente competere, sono falliti.
Il declino di Gamestop
A seguito della crisi da COVID-19, la maggior parte delle aziende fisiche di tutto il mondo ha avuto inevitabilmente delle perdite ed hanno preso sempre più posizione le aziende di E-commerce come Amazon e Netflix.
Nel marzo del 2020 GameStop, multinazionale specializzata in articoli videoludici, si ritrovò in una situazione critica. L’idea distintiva di GameStop è sempre stata quella di riacquistare i videogiochi in copia fisica dai clienti e rivenderli come usato, avendo così la possibilità di guadagnare sul singolo prodotto più volte e, tramite il prezzo ribassato dell’usato, avere vantaggio sulle altre aziende concorrenti.
Dall’avvento dalla generazione di console dello scorso decennio e all’introduzione degli store digitali direttamente nelle piattaforme, il mercato dei videogiochi in copia fisica ha iniziato ad avere un lento declino, tanto che le azioni di GameStop (GME) passarono da 33$ nel 2015 a 4$ a metà del 2020 e alcuni fondi speculativi, quali Melvin Capital, Citadel e Point72, iniziarono a vendere allo scoperto le azioni GME.
Per vendita allo scoperto si intende la vendita di un titolo, non posseduto ma preso in prestito da un altro soggetto, con l’intenzione di ricomprarlo ad un prezzo più basso e guadagnare la differenza. Questa tecnica, nella maggior parte dei casi, porta ad un aumento dei danni all’immagine o, nei casi peggiori, a velocizzare il fallimento delle aziende che ne sono soggette. Inaspettatamente ad agosto 2020 Ryan Cohen decise di acquistare una quota dell’azienda pari al 9% che arrivò alla fine dello stesso anno al 13%, creando un inusuale ottimismo tra i piccoli investitori e i fanatici del trading.
Ryan Cohen è un imprenditore canadese, famoso per essere stato con Chewy il principale competitor di Amazon nel mercato di prodotti per animali negli USA, apprezzato dai consumatori per il suo servizio clienti. L’entrata di Cohen in GameStop, che per i media tradizionali è stata una notizia passeggera, è stata di grande impatto per gli utenti di r/wallstreetbets.
Wallstreetbets
Reddit è un social media, famoso per avere una community solida, dove gli utenti tendono a chiedere consiglio per determinati argomenti e aiutarsi reciprocamente. All’interno di Reddit si trova wallstreetbets, un forum tematico (chiamato subreddit) autogestito dagli utenti, creato nel 2012 e che al momento conta 3,3 milioni utenti. Su wallstreetbets si scambiano informazioni non solo sui titoli da acquistare ma su tutto ciò che riguarda il trading, comprese le piattaforme di trading online.
Tra queste piattaforme, allora la più utilizzata dai subredditors era Robinhood, che prende il nome dall’eroe popolare britannico perché permetteva agli utenti di acquistare le azioni senza dover pagare le commissioni.
Tra gli utenti più influenti di wallstreetbets ci sono DeepFuckingValue (che abrevieremo in DFV e di cui parleremo in seguito) e u/JeffAmazon che nel settembre del 2020 postò online una tesi chiamata “The REAL Greatest Short Burn of the Century” dove spiegava con i suoi calcoli come i fondi speculativi non avessero dato rilievo alle conseguenze dell’entrata di Cohen in GameStop e anche se la tesi prometteva che sarebbe avvenuto uno “short squeeze”, cioè un immediato aumento del prezzo delle azioni dovuto dalle eccessive vendite allo scoperto, ma non ebbe sul momento molto successo.
Sempre nello stesso periodo, su YouTube diventa virale il canale RoaringKitty, un canale che trattava gli andamenti del portfolio dello youtuber e tra i vari titoli c’erano anche azioni GME.
Gennaio 2021
Nei primi giorni del 2021 le azioni GME valevano circa 17$, successivamente hanno iniziato a salire in tre momenti differenti:
- il primo avviene l’11 gennaio, quando esce tramite Twitter e i media tradizionali la notizia che Ryan Cohen ha acquisito ulteriore potere nel CdA di GameStop, facendo arrivare le azioni a 40$ nei successivi tre giorni;
- il secondo avviene quando l’account Twitter di Citron Research, azienda di report sui titoli quotati in borsa, inizia a postare online messaggi intimidatori ai trader di wallstreetbets sulla possibile svalutazione delle azioni GME in quei giorni, producendo però l’effetto contrario e facendole arrivare ad un valore di circa 73$ (al 22 gennaio);
- il terzo e il più importante arrivò nei giorni successivi, tramite i tweet su Gamestop da parte di celebrità e grandi investitori privati, perché con la divulgazione della notizia da parte dei media tradizionali, la notizia delle azioni GME era divenuta un vero e proprio fatto di cronaca discusso da chiunque e non un argomento di nicchia com’era stato fino al mese prima.
Le azioni arrivarono quasi a raddoppiare il proprio valore finché non si aggiunse alla discussione Elon Musk, portando le azioni alle stelle. Il 27 gennaio le azioni di GameStop alla chiusura valgono circa 480$. Il giorno dopo, all’apertura dei mercati, nella piattaforma Robinhood gli utenti si ritrovarono a non poter acquistare ulteriori azioni GME, bensì solo venderle, creando così il panico tra i vari trader.
Quello stesso giorno le azioni passarono da 505$ all’apertura a 126$ in poche ore. Questo portò in seguito alla scoperta che 2 tra i fomentatori principali di questo fenomeno online, ovvero DFV su reddit e RoarinKitty su Youtube, erano in realtà la stessa persona: Keith Gill, un investitore professionista che fu in seguito accusato di manipolazione del mercato.
Successivamente si scoprì che Robinhood era una società controllata da Citadel che a sua volta era collegata a Melvin Capital, ma, nonostante ci fu una seduta del congresso per esaminare il ruolo di questi nel caso GameStop, non si arrivò mai ad una conclusione.
Cosa ha fomentato gli utenti?
Dalla storia di Gamestop si può affermare che questo evento è una conferma empirica degli studi di Robert Shiller sulla finanza comportamentale. Secondo Shiller le bolle speculative come la dot-com e lo short squeeze delle azioni GME indicano che i prezzi delle azioni non sempre riflettono i fondamentali teorici, poiché gli investitori sono influenzati dal sentimento collettivo e dai bias cognitivi.
Tra questi possiamo evidenziare il bias di conferma nel momento in cui i vari trader non tenevano in considerazione l’idea che il prezzo sarebbe potuto scendere, l’eccessiva avversione alla perdita riscontrabile nel fatto che molti investitori non hanno voluto vendere neanche dopo essere arrivati a profitti razionalmente elevati(anche a causa della FOMO, Fear Of Missing Out, per non voler rinunciare a perdere eventuali guadagni), dall’effetto della riprova sociale, specialmente riscontrabile negli indecisi e soprattutto è evidente come il comportamento gregario degli utenti Reddit, fomentato dai meme online e da una narrazione in stile “Davide contro Golia” abbia depersonalizzato il ragionamento dei singoli.
Nell’articolo “Social informedness and investor sentiment in the GameStop short squeeze” (2023) di Kwansoo Kim et al., gli autori studiano come la variazione del sentiment degli investitori durante lo squeeze, la diffusione delle informazioni sui social e la cooperazione tra gli utenti del subreddit abbiano influenzato la formazione di questo evento.
Analizzando i commenti del subreddit dal gennaio 2020 al giugno 2021, gli autori hanno trovato una correlazione tra l’aumento dei post che trattavano di GameStop e l’aumento del prezzo delle azioni, dell’assenza di linguaggio tecnico nei vari post e di come il panico creato dal blocco delle funzioni di RobinHood invertì il trend del sentiment.
Inoltre, l’articolo dimostra come il sentiment degli investitori può alterare gli andamenti di mercato fuori scala e come i social media sono sempre più influenti per gli investimenti finanziari. Esempi che confermano queste tesi possono essere riscontrati nelle azioni di Tesla e nelle criptovalute come il Bitcoin, che negli ultimi anni tramite Twitter hanno riscontrato un’eccessiva volatilità
Perchè è un evento così importante?
Ho voluto intitolare questo articolo “Liberté, Égalité, GME” per richiamare l’idea di una rivolta popolare, ma fermarsi superficialmente al concetto di una “lotta di classe” tra piccoli risparmiatori e colossi di Wall Street sarebbe riduttivo. Dal punto di vista della finanza comportamentale, il caso GameStop è stato il più grande esperimento a cielo aperto sulla fragilità dell’ipotesi dei mercati efficienti, dimostrando come la razionalità economica possa essere totalmente spazzata via dalla psicologia collettiva.
Per comprendere fino in fondo perché milioni di utenti abbiano deciso di non vendere i propri titoli persino nel momento di massimo profitto, la sola analisi della speculazione non basta. L’economista e Premio Nobel Amartya Sen, nel suo celebre saggio Rational Fools (“Sciocchi Razionali”), ha criticato la finanza tradizionale per aver ridotto l’essere umano a un mero cercatore di profitto individuale.
Sen ha introdotto il concetto di “Commitment” (Impegno), per descrivere come le decisioni umane sono spesso guidate da fattori capaci di spingere gli individui ad agire contro il proprio diretto interesse economico, come i valori morali, l’identità collettiva e il senso di appartenenza.
Nel caso GameStop, l’architettura dei social network e i meme di r/wallstreetbets hanno trasformato un investimento finanziario in un atto di commitment perchè mantenere le azioni (nel gergo di wallstreetbets “Hold the line”) non era più un’operazione finanziaria, ma una dichiarazione d’appartenenza a una causa rivoluzionaria contro gli hedge fund e l’obiettivo primario di molti trader, in linea con la tesi di Sen, non è stato il massimo guadagno personale, ma la partecipazione a un’azione collettiva percepita come “giusta” o di rivalsa sociale.
In ultima analisi, il caso GME ha dimostrato che i mercati finanziari non sono giganteschi calcolatori razionali, ma sistemi complessi guidati dall’animo umano.
Se da un lato l’evento ha mostrato la forza dirompente del commitment collettivo nell’era dei social, dall’altro ha rivelato la fragilità dei piccoli investitori. Infatti, quando l’euforia ideologica si scontra con la realtà delle infrastrutture di mercato, l’illusione di controllo svanisce. GameStop resta così il simbolo della fallacia della finanza tradizionale in un mondo in cui lo studio dei bilanci cede il passo all’analisi del comportamento umano, riaffermando che l’economia, prima di essere finanza, è una scienza sociale.
✅ Revisione a cura di: Alessandro Bortolotti
✅ Editing a cura di: Sara Ferracci
Bibliografia
Kondratieff, N. D. (1935). The Long Waves in Economic Life. The Review of Economic Statistics, 17(6), 105–115.
Sen, A. K. (1977). Rational Fools: A Critique of the Behavioral Foundations of Economic Theory. Philosophy & Public Affairs, 6(4), 317–344.
Social informedness and investor sentiment in the GameStop short squeeze” (2023) di Kwansoo Kim, Sang-Yong Tom Lee e Robert J. Kauffman
Shiller, R. J. (2000). Irrational Exuberance. Princeton, NJ: Princeton University Press.
Sitografia
https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/s/nDmMHdu0xR
L’Autore
Francesco Romeo è uno studente del corso di laurea magistrale in Economia Comportamentale presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio Chieti-Pescara”.
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